Cani da seguita: il dizionario del segugio

segugio

Una serie di definizioni che appartengono alla terminologia tecnica del segugismo. Ecco un minidizionario per il giovane segugista dedicato al mondo del segugio.

Anche l’arte del segugismo possiede una terminologia tecnica di riferimento. Conoscere l’abc del segugismo è fondamentale per comprendere le principali dinamiche che animano la nostra passione e per disporre delle basi indispensabili per confrontarci con altri appassionati del settore. Questo senza timori d’incomprensioni o fraintendimenti.

Accostamento: una delle quattro fasi del lavoro del segugio

L’accostamento è la seconda delle quattro fasi che caratterizzano il lavoro classico del segugio su lepre. Segue la cerca e precede lo scovo. L’accostamento è effettuato dal segugio facendo riferimento alla passata.

Il segugio in questa fase dovrà ripercorrere, più o meno fedelmente, il tragitto notturno compiuto dalla lepre prima di mettersi al covo. Un ottimo accostamento dovrà giocoforza concludersi con lo scovo. Solo in questo modo avremo la riprova del fatto che gli ausiliari abbiano interpretato correttamente questa fase di avvicinamento al covo.

Bellezza: occhio alla tipicità morfologica

In cinofilia il termine bellezza non è un termine propriamente corretto. Anche se è pur vero che, per esempio, i titoli rilasciati dall’Enci fanno riferimento ai campionati italiani o internazionali di bellezza. Tuttavia la bellezza è una connotazione soggettiva, mentre in cinofilia quello che conta è la tipicità. Per tipicità intendiamo l’aderenza di un soggetto rispetto allo standard morfologico cui fa riferimento la razza di appartenenza.

L’assunto in questo senso è che un cane lavora per come è costruito. Di conseguenza, a una maggior tipicità morfologica dovrebbe corrispondere anche maggior corrispondenza del soggetto rispetto allo stile della sua razza e alla resa venatoria sul terreno.

Cerca: la prima fase della cacciata

La cerca rappresenta la prima fase della cacciata che vede i soggetti impegnati nell’individuazione di una pastura o passata utile. Il segugio, infatti, non cerca direttamente il selvatico. Dal buon esito di essa dipende lo sviluppo di tutte le altre fasi. In questa fase si esaltano i cani intraprendenti e corretti.

La cerca, insomma, non deve essere sempre indirizzata dal canettiere. Al contrario, in ambienti vasti e scarsamente popolati di lepri è opportuno che i cani spazino sul terreno di caccia, pur mantenendo il giusto collegamento col canettiere.

Doppie: stratagemma difensivo della lepre

La lepre è un animale molto astuto, che si difende dai cani facendo leva maggiormente sulla sua scaltrezza invece che sulla sua fisicità. Le doppie in tal senso sono uno degli stratagemmi difensivi messi in atto dalla lepre.

Specialmente prima di andare a covo, la lepre avanza sul suo percorso, vi fa ritorno in senso opposto e quindi con importanti balzi si accovaccia. Il rebus delle doppie mette in seria difficoltà quei segugi poco smaliziati o meno avvezzi allo scovo. Invece, per il segugista esperto che sa leggere il comportamento dei cani, esse rappresentano il preludio allo scovo.

Educazione di base del segugio

Troppo spesso trascurata dal segugista medio, l’educazione di base è cruciale per avere un cane corretto e maneggevole. Gettarsi a capofitto nell’addestramento sul selvatico è senza dubbio una scelta poco corretta. Al contrario, non è mai una perdita di tempo, bensì un grande investimento per il futuro impartire al cucciolo qualche lezione sui comandi di base.

A un giovane segugio per gli scopi venatori sarà sufficiente insegnare l’obbedienza al richiamo e la corretta condotta al guinzaglio, magari partendo attraverso il gioco, contesto utile anche per stimolare la socializzazione del nostro allievo.

Fallo: cause molteplici

I segugi possono cadere in fallo sia in fase di accostamento, sia in fase di seguita. Il fallo si traduce in un’interruzione rispetto all’indizio olfattivo, passata o traccia, che i cani stanno perseguendo.

Il fallo ha molteplici cause. Può essere, ad esempio, provocato dall’uomo che, con la sua presenza, costringe la lepre a un repentino scarto nel suo tragitto di fuga. Può essere dovuto a un cambiamento repentino delle caratteristiche del suolo. Oppure può essere uno stratagemma difensivo messo in atto dal selvatico per far perdere deliberatamente le proprie tracce.

Garrese: un punto anatomico di rilievo

Il garrese è una regione corporea posta tra la base superiore del collo e la parte antero-superiore del dorso. Sostanzialmente partendo del collo del cane e scendendo verso il tronco, quando s’incontrano le scapole si avverte la presenza del garrese.

Esso rappresenta un punto anatomico di rilievo, poiché tutte le altezze che sono indicate negli standard delle razze da seguita fanno riferimento al garrese. L’altezza al garrese è misurata itracciando una linea perpendicolare all’animale che, partendo proprio da questo punto e sfiorando il gomito, arriva a terra.

High-tecnology: l’impatto sul mondo della caccia

La diffusione della tecnologia ha avuto grande impatto anche nel mondo della caccia. Il segugismo non è rimasto certamente escluso da questo fenomeno. Forse una delle novità più impattanti e maggiormente diffuse nel settore è rappresentata dai vari sistemi di localizzazione, che permettono di tenere costantemente monitorata la posizione dei segugi e ne agevolano il recupero.

La giusta etica venatoria e cinofila devono indirizzare l’appassionato verso un utilizzo corretto di questi prodotti, che salvaguardi la salute de cani e consenta di ricavare utili informazioni sul loro operato. Ciò senza intaccare la sportività del prelievo da un lato e le capacità di rientro dei soggetti selezionati dall’altro.

Indiana: non sempre i cani procedono in fila

Durante la fase di accostamento i cani devono procedere in fila indiana? Dipende e dipende anche dalla razza e dallo stile di lavoro dei soggetti.

In ogni caso, nei frangenti in cui il sentore è ottimo, se i cani avanzano sul piede del selvatico e vocalizzano, non possono che procedere sulla stessa via. Diversamente se dessero voce, procedendo a ventaglio, potrebbero tradire la scarsa sincerità propria o dei compagni.

Sui falli, al contrario, specialmente le mute numerose è bene che si distendano, evidenziando con aperture la giusta autonomia e la convinzione nelle proprie attitudini specifiche.

Lepre: il tramite per godere dell’azione del segugio

La lepre, un tempo fine ultimo della cacciata, oggi rappresenta sempre più per il cacciatore cinofilo il tramite attraverso cui godere delle azioni dei suoi amati segugi.

Il prelievo della lepre non deve essere di certo demonizzato. Anzi, rappresenta senza dubbio una tappa di crescita importante, specialmente per i soggetti più giovani. Se il prelievo oggi non rappresenta la causa principale dell’evidente diradamento del selvatico, tuttavia questa è una delle poche leve su cui può agire direttamente il mondo venatorio. Teniamo sempre a mente che senza lepre il segugio specialista in questa disciplina sarà in futuro condannato a una triste fine.

Marcatore: il segugio avvinto dalla passata

Il marcatore è quel segugio molto avvinto alla passata, dotato di tanta voce, la cui grande potenza olfattiva, unitamente alla sua dedizione al lavoro di metodo, lo rendono un elemento prezioso. Ciò specialmente nelle giornate più negative dal punto di vista del sentore. Spesso, infatti, con il suo atteggiamento compatta la muta e invita i compagni a concentrarsi sul punto da lui evidenziato.

Il cane che ama il verde e non vi fa mai uscita, nemmeno sotto sollecitazione dei compagni, non è un marcatore, bensì la degenerazione di esso, un pasturone.

Notturno: un animale amico della notte

La lepre è un animale sostanzialmente timido e notturno. Anche se può capitare di avvistarla di giorno, specialmente negli areali e nei periodi dell’anno in cui essa è meno disturbata, ciò non toglie la sua preferenza per la notte. Questa è il momento in cui svolge sostanzialmente tutte le sue funzioni fisiologiche.

L’amante del segugio mai scioglierà a caccia i cani a buio nella speranza di rintracciare un animale ancora in movimento, ma attenderà l’orario consono per godere di un lavoro completo.

Orma: un importante indizio

Si tratta del segno lasciato sul terreno dalle zampe degli animali. Ogni buon segugista dovrebbe prestare attenzione a questi segnali. Dovrebbe anche conoscere, in modo approfondito, almeno i tratti distintivi delle orme dei selvatici che popolano abitualmente gli ambienti in cui è solito cacciare.

La conoscenza delle orme è uno degli indizi che possono contribuire a valutare la correttezza e il rispetto dei selvatici diversi dalla lepre.

Passata: notevole persistenza ma scarsa intensità

La passata è l’indizio olfattivo che il segugio si troverà a dover dipanare in fase di accostamento. Corrisponde, di norma, al tragitto notturno compiuto dalla lepre per espletare tutte le sue principali esigenze di natura fisiologica. Al contrario della traccia, la passata è caratterizzata da notevole persistenza ma scarsa intensità.

Quartiere: l’areale occupato da una lepre

Con quartiere si definisce l’areale occupato da una lepre. La sua estensione varia in base al territorio, alla stagione, all’età del selvatico e soprattutto in base al sesso. Specialmente in certe stagioni dell’anno si ritiene sostanzialmente che i maschi non abbiano quartiere.

Rientro: deve essere solerte

Non sempre la seguita può terminare con il prelievo della lepre. In tutti i casi in cui ciò non avviene il segugio deve rientrare in modo solerte dal suo canettiere. Un cane, valido a caccia ma dotato di scarso rientro, rischierebbe di essere poco utile alla causa.

Il rientro può essere esortato dal canettiere quando i cani sono in persa oppure può essere manifestato spontaneamente dai cani. In ogni caso, un buon segugio dovrà sempre esibire un giusto mix tra tenacia nella risoluzione dei falli e capacità di rientro quando l’azione si considera conclusa.

Specialista: l’eccellenza

Si definisce specialista quel segugio che, indipendentemente dal fatto di essere più o meno completo rispetto alle esigenze classiche della caccia, eccelle in una particolare fase o in un particolare frangente della cacciata. Lo scovatore e il cane da sentiero sono esempi di specializzazione.

Traccia: notevole intensità, ma da scarsa persistenza

La traccia è l’indizio olfattivo con cui si deve confrontare il segugio a scovo avvenuto o comunque in ogni situazione in cui la lepre abbandoni il covo di giorno per le più svariate motivazioni. Si considera comunemente che la traccia sia caratterizzata da notevole intensità, ma da scarsa persistenza.

Utile: ciò che serve per giungere allo scovo

Si definisce normalmente passata utile quell’indizio olfattivo che presenta caratteristiche tali da poter essere lavorato compiutamente dai cani per giungere allo scovo del selvatico. Un segugio è considerato valutatore proprio se sa distinguere le passate utili da quelle meno utili.

Volpina: un’ulteriore difficoltà per il segugio

La lepre lascia il covo alla volpina o parte lunga quando, invece di attendere l’arrivo dei cani nella zona di rimessa, si allontana da essa anzitempo. In questo caso spesso i cani, giunti sul covo, dovranno esibirsi in una fase di rintraccio, necessaria per accorciare l’animale e poterlo quindi inseguire.

Zona di addestramento: per un giusto allenamento

Il segugio è un atleta e come tale per ottenere il massimo dalle sue prestazioni occorre che il soggetto sia adeguatamente allenato oltre che adeguatamente addestrato. Senza queste palestre, il segugio si troverebbe costretto a rimanere a riposo per tutto il periodo di silenzio venatorio, al netto del mese di addestramento estivo che è concesso prima dell’inizio della stagione venatoria.

Data la fondamentale importanza di queste strutture, è importante che ogni appassionati si impegni per contribuire alla diffusione e alla tutela delle stesse in ogni angolo del Paese.

Scopri le ultime news sul mondo venatorio e leggi altri articoli dedicati alla caccia sul sito Caccia Magazine. Seguici su Facebook sulla pagina Caccia Magazine.