Pichetto Fratin ad Avs sulla riforma della 157/92: non si pregiudichi autonomia del parlamento

Pichetto Fratin ad Avs sulla riforma della 157 92 non si pregiudichi autonomia del parlamento
© Alexandros Michailidis / shutterstock

Gilberto Pichetto Fratin, ministro dell’Ambiente, ha risposto all’interrogazione di Angelo Bonelli (Verdi-Sinistra) sulla riforma della legge 157/92.

La lettera della Commissione europea contiene una serie di valutazioni interlocutorie (Francesco Lollobrigida le aveva declassate a questioni da burocrati, cui è bene che rispondano i burocrati) e di osservazioni preventive su un testo non ancora approvato, e che pertanto non possono equivalere a una dichiarazione d’incompatibilità con la normativa comunitaria: così Gilberto Pichetto Fratin, ministro dell’Ambiente del governo Meloni, ha risposto all’interrogazione che, nel corso del question time alla Camera, gli aveva presentato – di Angelo Bonelli la prima firma – il gruppo dell’Alleanza Verdi-Sinistra chiedendogli di «assumere le iniziative» necessarie a impedire che la riforma della legge 157/92 esponga l’Italia a nuove procedure d’infrazione. I doverosi approfondimenti tecnici, ha aggiunto Pichetto Fratin, non possono pregiudicare l’autonomia del parlamento.

Sui possibili punti critici (durata della stagione di caccia, anche – ma non solo – nelle aziende agrituristico-venatorie, impiego dei visori termici e digitali per la caccia di selezione agli ungulati, modifica della disciplina sui richiami vivi) peraltro è in corso un confronto tra il governo e la Commissione europea.

Della risposta Bonelli non è rimasto soddisfatto: per Avs è necessario che il ministro dell’Ambiente «eserciti la propria funzione a tutela della biodiversità», in nome «dell’interesse pubblico, non della lobby dei cacciatori, che sparerebbero a tutto ciò che si muove», e fermi una riforma «che è veramente un abominio».

Non perdere le ultime notizie di caccia e i test di ottichearmi e munizioni sul portale web di Caccia Magazine.