Rispondendo a un’interrogazione di Gisella Naturale, senatrice del Movimento 5 Stelle, il ministro Lollobrigida derubrica a «lettera di un burocrate» quella con cui gli uffici della Commissione europea hanno espresso dubbi sulla riforma della legge sulla caccia.
«Non intendiamo interrompere il lavoro [del parlamento] o del governo per la lettera di un burocrate»: così Francesco Lollobrigida, ministro dell’Agricoltura, risponde all’interrogazione con cui il Movimento 5 Stelle aveva provato a incalzarlo sui dubbi della Commissione europea, critica sulla riforma della legge sulla caccia al momento all’esame del Senato. Fermarsi, dice Lollobrigida, «non sarebbe opportuno», perché «le questioni tra burocrati le discutono i burocrati»: la politica sta a un altro livello.
Lollobrigida poi chiarisce un altro aspetto, più tecnico, sul quale s’incentrava l’interrogazione: la conversione delle aziende faunistico-venatorie in agrituristico-venatorie, per le quali valgono una disciplina diversa e in prospettiva anche un calendario diverso, «non sarà automatica» sulla base di una semplice richiesta; il potere di autorizzarla resterà in capo alle Regioni, «all’esito di un procedimento amministrativo che richiede il rispetto di condizioni [rigorosissime] e una verifica attenta dei programmi di gestione e controllo della fauna».
Non perdere le ultime notizie di caccia e i test di ottiche, armi e munizioni sul portale web di Caccia Magazine.
















