Per gli ambientalisti la riforma della legge sulla caccia è «un attentato a sicurezza e natura»

Per gli ambientalisti la riforma della legge sulla caccia è «un attentato a sicurezza e natura» - cartello divieto di caccia
© Ana Del Castillo / shutterstock

Enpa, Lac, Lav, Legambiente, Lipu e Wwf ritengono che gli emendamenti approvati in commissione siano riusciti a peggiorare l’impianto della riforma della legge sulla caccia.

A causa di «retromarce e bluff della maggioranza», l’esame delle commissioni Agricoltura e Ambiente del Senato ha «ulteriormente peggiorato» la riforma della legge sulla caccia, e l’ha resa «ancora più confusa e dannosa»: così Enpa, Lac, Lav, Legambiente, Lipu e Wwf commentano il mandato ai relatori – sono Francesca Tubetti di Fratelli d’Italia e Giorgio Bergesio della Lega -, prologo della discussione in aula. Per le sei sigle c’è una sola strada che consente di uscire da una situazione sempre più aggrovigliata: cestinare il ddl Malan, di cui si contesta la «manifesta pericolosità per animali, natura e cittadini».

Oltre all’impianto generale, animalisti e ambientalisti contestano gli emendamenti approvati in commissione: l’opinione pubblica si sta già spaccando sull’introduzione di oca selvatica e piccione nell’elenco delle specie cacciabili, sull’estensione della pianificazione venatoria ai terreni del demanio marittimo – torna l’allarme sulla caccia in spiaggia, che in realtà è scenario irreale; eppure si parla dell’estate del 2026 come «l’ultima nella quale i bagnanti potranno godere del mare in sicurezza» -, sulle difficoltà che i privati incontreranno se vorranno chiedere l’imposizione del divieto di caccia nei propri terreni.

«La retromarcia»sulla caccia allo stambecco «conferma che il testo non è frutto di valutazioni scientifiche», si legge, né «risponde a reali esigenze faunistiche», ma si basa «su un approccio puramente ideologico, e rappresenta solo un modo per soddisfare, con finalità elettorali, richieste o pretese di gruppi di pressione economici».

Il centrodestra, si chiude la nota, è stato «irresponsabile» nell’ignorare la lettera della Commissione europea, che aveva ventilato possibili violazioni della Direttiva uccelli e alla quale il ministro Lollobrigida ha replicato con l’eloquente «con i burocrati discutono i burocrati», lasciando intendere che la politica sta a un altro livello.

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