Le commissioni ci ripensano: lo stambecco resta non cacciabile

Le commissioni ci ripensano lo stambecco resta non cacciabile
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Nel corso dell’ultima seduta dedicata alla riforma della legge 157/92 le commissioni Agricoltura e Ambiente del Senato hanno deciso di escludere lo stambecco dall’elenco delle specie cacciabili.

Il dietrofront s’è materializzato nell’ultima seduta dedicata alla riforma della legge 157/92: le commissioni Agricoltura e Ambiente del Senato hanno deciso di lasciare lo stambecco fuori dall’elenco delle specie cacciabili.

Una volta sciolta la formulazione all’apparenza enigmatica, è chiaro il senso dell’emendamento correttivo, che dispone di «sopprimere il numero 2) dal primo comma, lettera 0a), dell’emendamento 11.8 (testo 3)» approvato a metà mese.

Per Sabina Licheri, senatrice del Movimento 5 Stelle, alla soddisfazione si associa «lo sconcerto» per le modalità del ripensamento, «probabilmente dovuto alla pressione mediatica che si è registrata sul provvedimento».

Non è l’unico emendamento approvato: come suggerito dalla commissione Bilancio, il testo ora dispone che l’attestato d’abilitazione al prelievo degli ungulati estenda la propria validità a tutto il territorio nazionale a patto di non interferire «con le competenze regionali in materia» e di non imporre «nuovi o maggiori oneri per la finanza pubblica».

Ora dunque si passa in aula, alla quale i relatori Francesca Tubetti e Giorgio Bergesio, lei di Fratelli d’Italia e lui della Lega, riferiranno i contenuti del ddl associandogli il parere favorevole delle commissioni.

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