Sulla riforma della legge sulla caccia la Lipu scrive al papa

Sulla riforma della legge sulla caccia la Lipu scrive al papa
© Fabrizio Maffei / shutterstock

Il presidente della Lipu ha scritto a Robert Prevost, papa Leone XIV, chiedendogli «un pensiero di pace e attenzione» per la natura a commento della riforma della legge sulla caccia all’esame del Senato.

Sopra c’è solo il Padre eterno: dopo essersi appellati a La Russa, presidente del Senato e dunque seconda carica dello Stato, e poi a Mattarella, per appesantire l’opposizione alla riforma della legge sulla caccia targata centrodestra le associazioni ambientaliste – stavolta è la Lipu – si rivolgono a papa Leone XIV.

Gli ha scritto Alessandro Polinori, che della Lipu è presidente e che si dice preoccupato «per le sorti e il futuro della natura in Italia»: se approvato, è la tesi di fondo, il ddl 1552 «aumenterà la pressione venatoria» e avrà «un impatto negativo e potente sulla biodiversità», in particolare «sugli uccelli selvatici, già sofferenti per via della perdita di habitat, dei cambiamenti climatici, di vari altri problemi ambientali»; rappresentano «un fattore devastante» le modifiche della normativa che regola la cattura degli uccelli selvatici, l’aumento delle specie cacciabili, l’allungamento della stagione venatoria.

Per la Lipu «in tempi drammatici», segnati da «conflitti, distruzione e sfiducia», c’è bisogno «del bene e del bello, degli uccelli, dei loro voli e canti, della loro presenza gioiosa, segno di salute del mondo»: pertanto la lettera si chiude con l’auspicio che il papa, pur «impegnato in altre e grandi questioni, spirituali e sociali», possa esprimersi pubblicamente sull’argomento, dedicandogli un pensiero «di pace e attenzione rivolto alla natura e a chi ha la responsabilità di proteggerla».

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