Anna Maria Procacci, responsabile fauna selvatica dell’Enpa, ritiene che la riforma della legge 157/92 al momento all’esame del Senato riduca le tutele di Parchi e aree protette.
All’interno di un impianto che definisce «pessimo», l’Enpa contesta due passaggi che nello specifico ritiene che colpiscano i Parchi: la riforma della legge 157/92 promossa dal centrodestra, ha detto Anna Maria Procacci durante un convegno organizzato alla Camera dall’ex ministro Sergio Costa (Movimento 5 Stelle), cerca di costringere le Regioni a ridurre le superfici protette «per aprirle ulteriormente alla caccia», e «introduce un sistema sanzionatorio estremamente indebolito». La formula «arresto e ammenda», non più «arresto o ammenda», apre infatti la strada all’oblazione, ossia al pagamento di una somma in denaro per l’estinzione del reato.
Della riforma l’Enpa contesta non solo i contenuti, ma anche lo sviluppo: per Procacci è «vergognoso» il modo in cui il governo ha gestito la lettera con cui gli uffici della Commissione europea hanno segnalato alcune criticità del ddl.
Sulla questione, durante l’ultimo question time al Senato, si è espresso il ministro Lollobrigida: la sua risposta, che ha liquidato i fatti riducendoli a una segnalazione di burocrati ai quali è bene che rispondano i burocrati, non la politica, ha ottenuto il plauso pubblico di Paolo Sparvoli, presidente nazionale della Libera Caccia.
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