In audizione alla Camera la Libera Caccia propone emendamenti al ddl Malan

In audizione alla Camera la Libera Caccia propone emendamenti al ddl Malan - colombaccio su ramo di albero
© Jo Pol / shutterstock

Nel corso dell’audizione davanti alla commissione Agricoltura della Camera la Libera Caccia ha proposto una serie di emendamenti al ddl Malan, già approvato dal Senato.

La mossa è ardita, perché l’approvazione di una sola modifica renderebbe necessario un ulteriore passaggio al Senato, con la certezza di un allungamento dei tempi e il rischio d’impaludarsi negli ultimi scampoli della legislatura e nella campagna elettorale; eppure nel corso dell’audizione alla Camera la Libera Caccia è andata decisa sulla richiesta di emendare il ddl Malan, al momento all’esame della commissione Agricoltura.

La prima proposta riguarda la durata della stagione di caccia a colombaccio, gazza, cornacchia e ghiandaia, che si chiede di estendere dal 1° settembre al 10 febbraio; per le altre specie la Libera Caccia punta, senza toccare l’estensione dell’arco temporale massimo, a una maggiore flessibilità delle date di apertura e di chiusura; si aggiunge il posticipo della fine della giornata a mezz’ora dopo il tramonto, «per equiparare l’Italia alle altre nazioni europee».

Nella 157/92, inoltre, la Libera Caccia vorrebbe introdurre 15 giornate di mobilità programmata per la caccia alla selvaggina migratoria su tutto il territorio nazionale; alle Regioni, infine, si vuole permettere di inserire il calendario venatorio in una legge di validità quinquennale (la delibera di giunta serverebbe a definire i carnieri e l’eventuale sospensione del prelievo di specie in difficoltà) e di servirsi di studi scientifici certificati per «discostarsi dalle indicazioni nazionali del documento Key concepts».

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