Mentre procede l’esame del ddl Malan in commissione Agricoltura, il Partito democratico chiede al governo Meloni di presentare al parlamento il report sull’attuazione della legge sulla caccia.
L’argomento è affine a quello già esposto da Michele Serra, che su Repubblica ha scritto che la riforma del centrodestra è «una legge contro la caccia»: parole simili usa ora Antonella Forattini, capogruppo del Partito democratico in commissione Agricoltura (in giornata le audizioni di animalisti, ambientalisti e associazioni venatorie), secondo la quale col ddl Malan «la destra fa un danno anche ai cacciatori e al loro ruolo, importante, di gestori del territorio e della fauna».
Forattini apprezza le parole di Rita Dalla Chiesa, volto noto della tv e deputata di Forza Italia, che si è detta contraria al provvedimento: ora il Partito democratico aspetta di vedere che cosa accadrà nelle file della maggioranza «quando si tratterà di votare gli emendamenti»; basterà approvarne uno soltanto per rendere necessaria la seconda lettura del Senato, la terza totale.
«Necessario il report sull’attuazione della 157/92»
Prima che si proceda al voto finale, il Pd chiede che il governo presenti alle Camere il report sull’attuazione della legge 157/92: per Eleonora Evi, deputata d’estrazione movimentista, è «indispensabile» che Gilberto Pichetto Fratin, ministro dell’Ambiente, si presenti in parlamento e delinei «un quadro aggiornato e completo», che comprenda «un censimento delle specie in difficoltà, la quantificazione dei danni provocati dalla fauna selvatica nelle diverse regioni, gli interventi realizzati e le risorse investite per la prevenzione». Solo «dati oggettivi, un monitoraggio serio e una valutazione trasparente dell’efficacia delle misure già adottate» consentono di aprire «un confronto credibile su eventuali modifiche legislative»: in caso contrario l’Italia va incontro «a un salto nel buio, che ci riporta indietro di trent’anni».
Al di là di qualsiasi valutazione del merito, è evidente che stavolta il Pd interpreta il provvedimento in chiave non ideologica, ma concreta: resta da capire se si tratta di un passaggio occasionale o se il confronto con parte del mondo di riferimento – Christian Maffei, presidente nazionale dell’Arcicaccia, è stato durissimo con la segreteria Schlein – ha prodotto una svolta.
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