Le associazioni venatorie del Veneto vogliono confrontarsi con Dario Bond, assessore all’Agricoltura della giunta Stefani, prima che inizi la stagione.
Dopo l’ordinanza del Tar del Veneto, che ha sospeso le giornate aggiuntive per la caccia al tordo nel Vicentino e all’allodola in tutto il territorio di competenza, le associazioni venatorie vogliono confrontarsi con la giunta prima che cominci la stagione: i presidenti delle sezioni regionali di Federcaccia, Libera Caccia, Enalcaccia, Arcicaccia, Anuu, Eps e Cpa hanno chiesto un incontro («urgente») a Dario Bond, assessore all’Agricoltura, per chiedergli con quale strategia intende affrontare lo scenario («grave»).
L’eventuale ricorso al Consiglio di Stato non è l’unico argomento sul tavolo. Con l’assessore le associazioni venatorie vogliono discutere anche della riduzione della tassa regionale, del tesserino venatorio – sia della spedizione a domicilio, sia delle annotazioni dopo l’abbattimento -, della possibilità di estendere a tutte le province le modalità con le quali nel Veronese si gestirà l’apertura della caccia al cinghiale, degli anelli per i richiami, del coordinamento delle polizie locali e della predisposizione dei piani di controllo in scadenza.
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