In un video Giulia Sottoriva, presidente della Confavi, sottolinea gli aspetti critici della riforma della legge sulla caccia promossa dai gruppi parlamentari del centrodestra in Senato.
Dei diciotto complessivi, un solo articolo della riforma della legge sulla caccia promossa dal centrodestra «ha un interesse per il mondo venatorio», quello che elimina la scelta della forma di caccia – vagante in zona Alpi, da appostamento fisso, le altre – in via esclusiva: per la Confavi, la cui posizione la presidente Giulia Sottoriva esprime in un video diffuso sui profili social, il resto del provvedimento non incide sulle vere necessità del sistema.
Bisogna, sostiene la Confavi, traslare i calendari venatori dalle delibere di giunta a leggi regionali di durata annuale, così da rendere impossibili i ricorsi ai Tar, introdurre il concetto di caccia «per periodi e per specie, come avviene nel resto d’Europa», favorire la mobilità per la caccia alla migratoria, depenalizzare i reati minori derubricando le sanzioni da penali ad amministrative.
Non è vero, chiude Sottoriva, che – come filtra dai vertici di altre associazioni venatorie – «i cacciatori chiedono troppo e non sono mai contenti»: in realtà è la politica a non aver capito quali sono gli interventi necessari.
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