La presidenza nazionale dell’Enalcaccia chiede all’opinione pubblica di leggere il ddl caccia prima di contestarlo o condannarlo.
È legittimo non condividerne lo spirito e le misure, però per farlo bisogna almeno sapere quali sono: è questa la posizione con la quale l’Enalcaccia, con una nota firmata dalla presidenza nazionale – dopo la morte di Lamberto Cardia al vertice siede Giuseppe Angiò -, rientra nella discussione sul ddl caccia all’esame della Camera dopo il voto del Senato.
Da troppo tempo, si legge nella nota, la discussione si è ridotta a «slogan, semplificazioni e messaggi allarmistici»: i toni del confronto «destano seria preoccupazione», perché troppo presto dalla tecnica si è passati alla contrapposizione ideologica.
Aggiornare una legge, sostiene l’Enalcaccia, non significa rinnegare i principi che l’hanno ispirata, ma verificarne l’efficacia nel nuovo contesto: se non ci si rende conto che in trentaquattr’anni sono cambiati «gli equilibri faunistici, le esigenze del territorio, le conoscenze scientifiche e il quadro normativo europeo», si rinuncia a usare «strumenti adeguati» per affrontare «le nuove sfide della gestione faunistica».
In parallelo, è ingiusto ridurre l’impegno dei cacciatori «a una caricatura ideologica»: chi, per contrastare la riforma, fa così si riduce a «ignorare una parte importante» della realtà nazionale.
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