
Dopo la manifestazione di Donoratico la Federcaccia Toscana chiede alla politica dieci impegni in difesa della caccia.
All’orgoglio di categoria e all’opposizione al nuovo piano faunistico-venatorio – non importa guardarlo in controluce per intravederci alcune idee del Movimento 5 Stelle – si aggiunge un passaggio costruttivo in senso stretto: dalla manifestazione di Donoratico, dove la scorsa settimana si sono riuniti mille cacciatori (e le istituzioni, a partire da Eugenio Giani e Stefania Saccardi, presidenti della giunta e del consiglio regionale, non si sono sottratte al confronto), la Federcaccia Toscana esce chiedendo alla politica dieci impegni per il futuro della caccia.
Le scelte pubbliche, è il senso del messaggio, devono basarsi sulla scienza, non sull’ideologia anticaccia; solo se si accetta questa premessa si possono elaborare una strategia che tenga insieme redditi agricoli, ripristino degli habitat e conservazione della biodiversità, si può difendere e rilanciare un modello di equilibrio che negli anni ha fatto della Toscana un riferimento nazionale, si può elaborare un vero piano contro la peste suina africana.
Le parole chiave
- No a una deriva culturale e politica imposta dall’animalismo.
- Il cacciatore è parte della soluzione.
- La caccia è gestione del territorio.
- La biodiversità si difende, non s’abbandona.
- Difendiamo il modello toscano.
- Servono correzioni del piano faunistico-venatorio e garanzie sulla flessibilità dell’applicazione.
- Sui calendari venatori decidano i dati.
- Una nuova alleanza con l’agricoltura.
- Contro la peste suina ai cacciatori servono risorse, non solo responsabilità.
- Rispetto, dignità, futuro.
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