La Lipu chiede al governo Meloni di sospendere la preapertura della caccia e di non consentire alcun abbattimento fino alla terza domenica di settembre.
Alla richiesta di proclamare lo stato d’emergenza ambientale «per il caldo torrido, la siccità e le alluvioni» se ne aggiunge una conseguente: per la Lipu il governo Meloni deve intervenire per sospendere la preapertura della caccia nelle regioni amministrate da giunte che l’hanno consentita – in prevalenza dal 2 settembre, prima data utile, considerato che il mese inizia di martedì, giorno di silenzio venatorio -, mossa ritenuta necessaria per tutelare la fauna, «già provata dai cambiamenti climatici e dalla riduzione e dalla frammentazione degli habitat».
Peraltro la preapertura non è l’unico argomento sul quale la Lipu chiede una risposta al governo: negli scorsi giorni la svedese Jessika Roswall, commissaria europea all’Ambiente, ha detto che alcuni aspetti della riforma della legge 157/92, all’esame della Camera dopo l’approvazione del Senato, «potrebbero non essere compatibili» con la normativa comunitaria.
Già nello scorso autunno gli uffici della Commissione europea avevano espresso critiche – riservate, ma poi rese note all’opinione pubblica – sulla riforma; ora per la Lipu il centrodestra può percorrere una sola strada: ritirare il ddl, «ponendo fine a questi continui tentativi di liberalizzare la caccia».
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