Lunedì e martedì la commissione Agricoltura della Camera torna a riunirsi per votare gli emendamenti al ddl caccia: quale sarà il destino dei quattordici presentati da Forza Italia?
Prima che sulle decisioni politiche occorre concentrarsi sulla tempistica: le prossime due riunioni della commissione Agricoltura della Camera, in calendario lunedì a mezzogiorno e martedì alla fine dei lavori in aula, serviranno innanzitutto a capire se si andrà lenti come l’ultima volta, quando del milione abbondante in attesa si sono votati soltanto cinque emendamenti al ddl caccia, o se il centrodestra proverà ad accelerare rompendo l’ostruzionismo delle opposizioni.
Solo in seconda battuta si potrà discutere dei contenuti: il mondo venatorio e l’opinione pubblica attendono di sapere quale sarà il destino dei quattordici emendamenti firmati da Rita Dalla Chiesa e Deborah Bergamini, deputate di Forza Italia.
L’interesse è duplice: oltre a cambiare l’impianto della riforma – si discute molto dei richiami vivi, uno dei punti caratterizzanti – anche una sola modifica renderebbe necessaria una nuova lettura al Senato, e dunque spingerebbe il voto finale nell’ultimo anno della legislatura, il periodo più delicato per i partiti di maggioranza e d’opposizione.
A sinistra regge il muro. Per il Partito democratico «davanti alle urgenze vere» dell’Italia è «incomprensibile» l’accelerazione dell’esame di una riforma «che piace solo alla corporazione armiera e [alla frangia] più estremista del mondo venatorio». Eleonora Evi, Patrizia Prestipino e Nadia Romeo, deputate del Pd, ritengono che il ddl caccia «metta ai margini la scienza» e accenda il conflitto tra «[cacciatori], agricoltori e associazioni animaliste e ambientaliste».
Non perdere le ultime notizie di caccia e i test di ottiche, armi e munizioni sul portale web di Caccia Magazine.
















