La commissione Agricoltura della Camera ha iniziato l’esame del milione abbondante di emendamenti al ddl caccia formulati dai gruppi parlamentari.
La seduta di ieri è servita per scaldarsi: nessuno degli emendamenti esaminati (pochi, cinque: perlopiù la riunione ha ospitato gli interventi delle opposizioni, che puntano a spingere il voto finale verso la scadenza della legislatura) portava la firma dei deputati di Forza Italia, partito chiave della maggioranza interessato a incidere su altri articoli ma non sul primo, e dunque la commissione Agricoltura della Camera non ha avuto difficoltà a respingerli tutti e al momento a mantenere intatto il testo del ddl caccia approvato dal Senato.
Più interessanti saranno le sedute nelle quali ci si avvicinerà al nucleo del provvedimento: il mondo venatorio e l’opinione pubblica attendono di scoprire la posizione di Fratelli d’Italia, della Lega e del governo sulle proposte degli alleati.
Da sinistra si fa muro: con chiari intenti ostruzionistici, il Movimento 5 Stelle ha presentato più di un milione di emendamenti; il Partito democratico (in commissione ha parlato Stefano Vaccari) ha ribadito la propria contrarietà alla riforma, nella quale «le singole questioni di merito assumono un rilievo secondario rispetto al giudizio complessivo sull’impianto della proposta».
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