Massimo Buconi, presidente nazionale della Federcaccia, critica la lettera che la Commissione europea ha inviato al governo italiano sulla riforma della 157/92.
Al di là del tema che tratta, la caccia, e del messaggio che esprime, la lettera che la Direzione generale Ambiente della Commissione europea ha inviato – a dicembre, ma la notizia è emersa soltanto adesso – al governo Meloni per criticare alcuni passaggi della riforma della 157/92 al momento all’esame del Senato è «inaccettabile» sul piano formale e istituzionale: così Massimo Buconi, presidente nazionale della Federcaccia, commenta «l’intromissione nel dibattito parlamentare in atto». Solo una volta che il ddl avrà concluso il proprio iter saranno legittime le considerazioni dell’Unione europea, che eventualmente potrà aprire una procedura Eu Pilot se non d’infrazione.
Insieme a «quest’ingerenza inaccettabile» Buconi stigmatizza un altro passaggio «ancora più inaccettabile», che cioè alcune componenti della società civile italiana si siano appellate agli uffici europei perché facessero «indebite pressioni» sulle istituzioni nazionali.
Per Buconi il governo e il parlamento hanno il compito di difendere la sovranità e l’indipendenza dell’Italia; dunque è necessario che «reagiscano con forza» a questa lettera «così indebita e inopportuna».
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