La Federcaccia commenta con favore gli emendamenti con cui la maggioranza ha modificato le restrizioni al porto di coltelli introdotte col decreto sicurezza; resta un po’ di delusione per il mancato intervento sulla differenza tra porto e trasporto.
Gli emendamenti approvati nel corso della discussione del decreto sicurezza migliorano la normativa, che negli ultimi due mesi ha colpito «in maniera drastica utilizzatori e produttori di coltelli senza [alzare] il livello dell’ordine pubblico», e dunque la Federcaccia può dirsi soddisfatta dell’esito dei lavori del Senato; in una nota però Massimo Buconi, il presidente nazionale, segnala che sarebbe stato utile aggiungere un altro dettaglio e, muovendosi in analogia con le disposizioni sulle armi da fuoco, introdurre una distinzione tra porto e trasporti di coltelli: «sarebbe stato un utile passo avanti».
Finché la procedura di conversione in legge non si sarà completata resteranno in vigore i divieti introdotti dal governo a fine febbraio; poi, ammesso che la Camera voti il testo nella formulazione identica a quella che a breve uscirà dal Senato (l’esame del decreto non si è ancora concluso), il motivo giustificato si estenderà anche ai coltelli pieghevoli con lama «pari o superiore a cinque centimetri», a un taglio e a punta acuta, muniti di meccanismo di blocco oppure apribili con una sola mano.
Resteranno vietati i coltelli camuffati o occultati in altri oggetti, quelli a farfalla e, se la lama supera i cinque centimetri, i pieghevoli con meccanismo a scatto.
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