Alla Camera quattordici emendamenti di Forza Italia al ddl caccia

Alla Camera quattordici emendamenti di Forza Italia al ddl caccia - bandiera Forza Italia
© Sabino Parente / shutterstock

Forza Italia ha presentato quattordici emendamenti al ddl caccia già approvato dal Senato.

Più del milione uscito dagli uffici del Movimento 5 Stelle, che ha intenzioni evidentemente ostruzionistiche, sono i quattordici emendamenti presentati da Forza Italia, partito chiave della maggioranza, a complicare l’iter del ddl caccia, già approvato dal Senato e che al Senato dovrà tornare se la Camera voterà un testo diverso.

Le firme in calce appartengono a Rita Dalla Chiesa, che sulla riforma si era già espressa, e a Deborah Bergamini: mentre si attende che sul portale della Camera compaiano le proposte ufficiali, si sa che gli interventi principali riguardano la pianificazione venatoria nelle aree del demanio marittimo – è lo scenario che, sbagliando e provocando, da più parti si è definito come il via libera alla caccia in spiaggia -, la durata della stagione venatoria, i richiami vivi e i visori notturni.

I prossimi giorni saranno fondamentali per capire se Dalla Chiesa e Bergamini si sono attivare a titolo personale o se con loro si muove il resto del gruppo parlamentare; se pur di non spaccare la coalizione su un provvedimento così caratterizzante Fratelli d’Italia e Lega accetteranno di modificare il testo uscito dal Senato; se le opposizioni proveranno a incunearsi tra le contraddizioni del centrodestra e se, per mettere in difficoltà il governo, dilatare i tempi e puntare alla fine della legislatura, voteranno gli emendamenti di Forza Italia.

La Libera Caccia all’attacco

La notizia ha fatto infuriare Paolo Sparvoli, presidente nazionale della Libera Caccia, che in una nota impregnata d’astio attacca Forza Italia e la replica «del tradimento perpetrato a suo tempo» da Silvio Berlusconi, «che dopo aver speso parole d’apprezzamento per la caccia e il comparto armiero cambiò radicalmente posizione» su ispirazione di Michela Vittoria Brambilla, attualmente deputata di Noi moderati – altro voto in più per gli emendamenti, sia in commissione Agricoltura, sia in aula.

A Sparvoli gli emendamenti fanno male come fa male «il fuoco amico»: Forza Italia cede «alle richieste più integraliste del miope animalismo nostrano» e rende possibile «un trappolone», conseguenza di «una guerra ideologica sempre più distante dalle enormi problematiche faunistiche, ambientali, economiche, sanitarie e di pubblica sicurezza» causate dalla fauna.

La Libera Caccia è delusa per il comportamento del centrodestra cui, «senza distinzioni, mai ha fatto mancare apprezzamento e gratitudine» e che ora «ci sta di nuovo voltando le spalle». È una scelta che il governo Meloni rischia di pagare nel 2027, quando si voterà per le politiche, che sia autunno o primavera: «fra qualche mese toccherà a noi» chiude Sparvoli «e ci ricorderemo». Anche se nessuno lo cita, il generale Vannacci sorride.

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