Ab contesta i sondaggi della Fondazione Capellino

Ab contesta i sondaggi della Fondazione Capellino - elettori al voto in cabina
© Caroline Ruda / shutterstock

Ab, una delle associazioni che rappresentano gli istituti faunistici privati, contesta i sondaggi con cui la Fondazione Capellino lega le possibili oscillazioni elettorali dei partiti alle loro posizioni sulla caccia e sull’ambiente.

È irreale l’idea che l’elettorato, di qualsiasi orientamento, decida il proprio voto sulla base delle politica venatoria: pertanto, sostiene Ab, una delle sigle che rappresentano gli istituti faunistici privati, hanno poco peso i sondaggi della Fondazione Capellino – modeste peraltro le dimensioni del campione intervistato -, secondo i quali oltre che alla coalizione di governo «le scelte in materia di caccia e ambiente rischierebbero di far perdere voti persino al centrosinistra»; peraltro, trasformare una risposta generica sulla percezione della natura «in uno scenario di perdita o guadagno di consensi» rappresenta «un salto logico privo di rigore scientifico».

Non è l’unico problema: Ab ritiene «ingenuo» pensare che un committente che ha un’ispirazione chiara e chiaro l’obiettivo «fornisca una fotografia neutrale» del Paese; in realtà davanti ci si trova uno studio «guidato da precisi interessi d’impianto, che rendono fuorviante la lettura dei dati».

Del sondaggio Ab contesta il metodo: è «un espediente statistico fuorviante» aggregare le risposte di chi vuole abolire la caccia e di chi, non convinto della riforma targata centrodestra, vuole mantenere la normativa attuale; inoltre, le opzioni proposte e la formulazione delle domande «pongono alternative polarizzate e suggestive», che spingono l’intervistato verso «un’opzione precostituita».

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