La sentenza del Consiglio di Stato fa giurisprudenza: il Tar del Lazio ha respinto il ricorso contro il calendario venatorio regionale valido per la stagione 2026/27.
Citato in forma esplicita, il Consiglio di Stato ha stabilito che spetta a chi promuove il ricorso dimostrare l’illegittimità del provvedimento contestato, che non si può considerare fragile soltanto perché difforme dal parere dell’Ispra: pertanto il Tar del Lazio ha deciso (ordinanza 4903/26) di respingere il ricorso di Leal, Green impact, Pro natura e Attivisti gruppo randagio contro il calendario venatorio regionale, difeso dalla giunta e della Federcaccia.
«All’indomani della sentenza [del Consiglio di Stato]» commenta Massimo Buconi, presidente nazionale della Federcaccia, «[avevamo detto] che [ci sarebbero stati] riflessi positivi nella predisposizione dei prossimi calendari venatorio e nei contenziosi ancora in atto»: i fatti degli ultimi giorni confermano che «non era una vanteria, né un modo per promuovere la sottoscrizione di qualche tessera. Federcaccia dimostra che il proprio fine principale è la tutela della caccia e dei cacciatori, senza distinzione di bandiere».
Il calendario venatorio del Lazio
- Allodola: 1° ottobre – 31 dicembre 2026
- Alzavola, beccaccino, canapiglia, codone, colombaccio, cornacchia grigia, fischione, folaga, frullino, gallinella d’acqua, gazza, germano reale, ghiandaia, marzaiola, mestolone, moriglione, porciglione, volpe: 20 settembre 2026 – 31 gennaio 2027
- Beccaccia, cesena, cinghiale, pavoncella, tordo bottaccio, tordo sassello: 1° ottobre 2026 – 31 gennaio 2027
- Coniglio selvatico: 20 settembre – 31 dicembre 2026
- Lepre: 20 settembre – 6 dicembre 2026
- Quaglia: 20 settembre – 31 ottobre 2026
- Starna: 1° ottobre – 30 novembre 2026
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