Paolo Sparvoli, presidente nazionale della Libera Caccia, chiede alle istituzioni, alla politica e alla stampa un approccio pragmatico alla gestione della fauna selvatica.
Poiché la si protegge «a prescindere, in maniera miope e colpevole», anche quando provoca «danni, feriti e lutti», la fauna selvatica è «una delle cose più fuori controllo in Italia»: così la definisce Paolo Sparvoli, presidente nazionale della Libera Caccia, che dopo aver letto l’ultima ordinanza della Corte di Cassazione sul risarcimento in caso d’incidente stradale si appella a Francesco Lollobrigida e Gilberto Pichetto Fratin, ministri dell’Agricoltura e dell’Ambiente, all’Ispra, alla classe politica e agli organi d’informazione perché assumano un approccio «pragmatico e scientifico a un problema sociale» che «non ha in eguali in Europa, dove la gestione non è una bestemmia».
Per Sparvoli la fauna non gestita diventa «un pericolo pubblico» e un problema che esula dalla contrapposizione tra animalisti e cacciatori, perché coinvolge «tutta la società: chi fa turni di notte, i turisti, gli utenti della strada, gli agricoltori».
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