La Federcaccia nazionale ha rilanciato sul proprio sito il comunicato con cui la sezione di Brescia contesta la proposta del Movimento 5 Stelle sulle aree protette.
C’è un passaggio che più di tutti infastidisce la Federcaccia, che condividendo sul proprio sito ufficiale il comunicato della sezione bresciana, una delle più cospicue a livello numerico, dimostra di condividerne l’impianto: il ddl con cui il Movimento 5 Stelle propone di modificare la legge 394/91 sulle aree protette «non tiene in considerazione né le persone né le comunità che hanno mantenuto [intatti] i luoghi, e che qui vivono e lavorano»; lo dimostra la volontà di istituire «un’agenzia autonoma» i cui poteri si estendano su tutto il territorio nazionale, «slegata dalle realtà territoriali» e guidata da «una governance tecnica». I Parchi, segnala la Federcaccia, nascono grazie alla custodia «di generazioni di residenti», che «hanno conservato magistralmente questi luoghi».
Per la Federcaccia questa proposta, che nella legislatura attuale non ha chance d’approvazione ma che potrebbe entrare nel programma delle opposizioni in vista delle elezioni del 2027, vuole fare dell’Italia un Parco pressoché per intero; eppure è sbagliato pensare che «dopo un cartello di divieto magicamente [si entri] in paradiso»: in realtà senza gestione – faunistica e ambientale – il divieto porta solo «a perdita della biodiversità».
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