Guido Dellarovere, presidente della Federcaccia Piemonte, chiede di autorizzare la caccia di selezione al capriolo nei territori in cui sono in vigore restrizioni tese a impedire la diffusione della peste suina africana.
Il blocco provoca «uno squilibrio gestionale nelle popolazioni» e «un danno economico» ad Atc e aziende, sia agrituristico- sia faunistico-venatorie, «che hanno già pianificato e investito nella stagione» e che devono fronteggiare «un pregiudizio gravissimo e ingiustificato»: per evitare che questo scenario si materializzi Guido Dellarovere, presidente della Federcaccia Piemonte, ha scritto all’assessorato regionale all’Agricoltura, chiedendogli di modificare la delibera che nei territori nei quali sono in vigore le restrizioni dovute alla peste suina africana impedisce l’avvio della caccia di selezione al capriolo.
Per Dellarovere il «diniego preventivo e cautelare» è privo di fondamento giuridico e tecnico, considerato che l’ultima ordinanza del commissario straordinario ha esaurito i propri effetti, che si lasciano libere le altre attività che si svolgono nel bosco, soprattutto che il capriolo non è un vettore del virus.
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