Michele Serra: è «una legge contro la caccia»

Michele Serra è «una legge contro la caccia» - logo Repubblica
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Su Repubblica di oggi Michele Serra commenta la riforma della legge sulla caccia targata centrodestra.

Ispirata da «un governo già in fama di essere in ottima sintonia con la lobby delle armi», la riforma della 157/92 «renderà la caccia ancora più impopolare, e per un governo populista è un paradosso»: così, su Repubblica di oggi, Michele Serra commenta il ddl Malan, approvato negli scorsi giorni dal Senato e da oggi all’esame della Camera, dove il centrodestra punta su un dibattito rapido, contro il quale ci s’attende l’ostruzionismo delle opposizioni.

Non «un anticaccia pregiudiziale», Serra si chiede come il centrodestra «abbia potuto concepire» una riforma che «sembra fatta apposta» per rendere la caccia «ancora più sgradita e contestata», «un gioco di pochi esercitato sul territorio di tutti».

Anche Serra cade nell’equivoco della liberalizzazione della caccia in spiaggia: altro invece, si sa, significa l’inserimento delle aree del demanio marittimo tra quelle soggette a pianificazione venatoria.

La sua argomentazione si estende però anche al di fuori di questa casistica: l’opinione pubblica, scrive Serra, pensa che «la lobby delle doppiette» abbia segnato «un punto a proprio vantaggio», quando invece «in un territorio molto promiscuo e non troppo esteso come quello italiano la caccia non dovrebbe allargarsi, semmai autolimitarsi per farsi sopportare meglio» e «qualificarsi per le sue facoltà naturalistiche», ossia «il controllo del territorio e il monitoraggio degli ecosistemi».

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