La Face fa sapere che il Comitato Reach ha accettato la proposta di far salire a sette anni la durata del periodo di transizione alla fine del quale entrerà in vigore il divieto di usare munizioni spezzate in piombo.
Non più tre anni di transizione, ma sette: sale a più del doppio la durata dell’intervallo tra il voto – futuro, ma ormai inevitabile – delle istituzioni comunitarie e il giorno in cui in Europa entrerà in vigore il divieto di usare munizioni spezzate in piombo.
Lo fa sapere la Face, la federazione delle associazioni venatorie europee (aderisce anche la Federcaccia), che segnala che il Comitato Reach ha accolto la proposta maturata nell’anno e mezzo di confronto tra i governi nazionali e la Commissione europea.
A breve inizierà la fase successiva, i tre mesi d’esame tra l’europarlamento e il Consiglio dell’Unione europea: la Face, che segnala di essere riuscita a far accogliere gran parte delle proprie raccomandazioni politiche e che gli ultimi sviluppi hanno come effetto «un approccio più proporzionato e pratico per la comunità venatoria», ipotizza difficili modifiche significative, considerato il compromesso a monte.
«L’attenzione deve ora concentrarsi sull’attuazione» chiude la Face. «Sarà necessario un lavoro considerevole per sostenere i cacciatori nella transizione verso le munizioni spezzate senza piombo: si dovrebbero trarre spunti dalle migliori pratiche delle nazioni che hanno già completato con successo la transizione e sono riuscite a mantenere elevati i livelli di partecipazione alla caccia».
Il divieto non impatterà sulle munizioni a palla: la scelta è legata non tanto alla gestione faunistica degli ungulati o al tiro sportivo, quanto all’esigenza di non creare difficoltà all’industria della sicurezza e della difesa.
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