Consegnate ai parlamentari 400.000 firme contro la riforma della legge sulla caccia

Consegnate ai parlamentari 400000 firme contro la riforma della legge sulla caccia - tordo bottaccio
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Fondazione Capellino, Legambiente, Lipu e Wwf chiedono alla maggioranza di ritirare la riforma della legge 157/92 e aumentare vincoli e divieti all’esercizio della caccia.

Il ddl del centrodestra «allenta la protezione della fauna e dell’interesse pubblico» e «confligge con i principi costituzionali recentemente rafforzati»: è basandosi su questa premessa che, nel corso di una conferenza stampa a Palazzo Madama (l’ha organizzata Nicola Irto, senatore del Partito democratico), Fondazione Capellino, Legambiente, Lipu e Wwf hanno simbolicamente consegnato alle forze politiche le oltre quattrocentomila firme a sostegno delle petizioni con cui chiedono di fermare la riforma («peggiorativa») della legge sulla caccia da tempo incardinata in commissione.

Più divieti

Le quattro sigle non s’accontentano di lasciare intatta la normativa vigente: vogliono, infatti, ridurre la lista delle specie cacciabili eliminando quelle in cattivo stato di conservazione, e vietare uso e cattura di richiami vivi («pratiche crudeli»).

L’elenco delle richieste s’allunga con la proposta di vietare la caccia nei fine settimana, nei periodi d’alta stagione turistica, durante le festività e nel raggio di trecento metri dalle abitazioni, dalle strade carrozzabili, poderali e interpoderali, dai sentieri escursionistici e dalle aree ad alta frequentazione turistica, di obbligare i cacciatori a indossare giubbotti ad alta visibilità e a impiegare «sistemi di tracciabilità digitale», di destinare ai carabinieri forestali «una quota significativa» delle tasse di concessione, «per potenziare personale e mezzi e favorire controlli maggiori».

«Non è uno scontro ideologico» assicurano le quattro sigle. «In gioco ci sono la sicurezza dei cittadini, la tutela della biodiversità, la qualità dei territori e il futuro, anche economico, delle aree rurali e montane, sempre più legato a un turismo sostenibile e alla valorizzazione del patrimonio naturale».

Fondazione Capellino, Legambiente, Lipu e Wwf si dicono disponibili a collaborare «in modo costante e costruttivo» con le istituzioni e con tutti i parlamentari, così da assicurare «un controllo rigoroso sugli effetti» della riforma.

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