Calendario venatorio della Lombardia, la sentenza del Tar

calendario venatorio della Lombardia: cacciatore con binocolo davanti ad altana
© Edgar G Biehle / shutterstock

Il calendario venatorio della Lombardia resta in vigore nel suo impianto, anche se perde qualche pezzo. Prossimo appuntamento a metà luglio.

Un pareggio, o una vittoria a metà: il calendario venatorio della Lombardia resta salvo nel suo impianto ma perde moriglione e pavoncella e vede sospeso il prelievo nelle aree Natura 2000 in provincia di Brescia, Cremona e Lecco. Le altre nove province sono salve perché Federcaccia ha dimostrato che lì il calendario è stato sottoposto a procedura Vinca.

Si chiude così il primo round della battaglia aperta dal ricorso della Lac. E, salvo appelli e controappelli al Consiglio di Stato, si resterà così per un bel po’: dopo aver pubblicato l’ordinanza, il Tar ha deciso che l’udienza pubblica si terrà il 15 luglio 2021.

Contestando l’atto che modula il prelievo di allodola, combattente, moretta, moriglione, pavoncella, pernice bianca e quaglia, la Lac aveva chiesto di portare davanti alla Consulta la legge regionale 17/2004. La reputa “un’illegittima legge-provvedimento, posto che il calendario venatorio dovrebbe essere adottato con un provvedimento amministrativo e non con legge ordinaria”. Ci vuole un esame approfondito in sede di merito, risponde il Tar: non è questione da fase cautelare. A breve la Corte costituzionale dovrà comunque esprimersi sulla caccia in Lombardia. A fine luglio il governo ha infatti impugnato la nuova legge di riforma.

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