L’ufficio di presidenza ha sconvocato la seduta che le commissioni Agricoltura e Ambiente del Senato avrebbero dovuto dedicare alla riforma della legge sulla caccia.
La motivazione può essere tecnica – l’assemblea si riunirà non alle dieci, come previsto, ma alle nove, e dunque il tempo a disposizione si sarebbe dimezzato – oppure politica: nell’attesa di scoprirlo – di solito qualche retroscena affiora presto – bisogna innanzitutto prendere atto della notizia, che cioè salta la seduta che domani le commissioni Agricoltura e Ambiente del Senato avrebbero dovuto dedicare alla riforma della legge sulla caccia promossa dal centrodestra.
Di sicuro, dunque, il primo giro di votazioni non si chiuderà questa settimana: restano sul tavolo gli emendamenti agli ultimi due articoli, poi tutti quelli accantonati, compresi quelli – cruciali – dei relatori sulla composizione del comitato tecnico faunistico-venatorio e sulle restrizioni all’impiego delle munizioni in piombo nelle zone umide.
Nelle prossime ore si scoprirà se occorre attendere solo qualche giorno o se al contrario il ddl 1552 è incappato in un nuovo stop dopo quello che l’ha tenuto fermo per più di sei mesi.
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