L’ex ministro Sergio Costa contesta la decisione di non coinvolgere la commissione Ambiente della Camera nell’esame del ddl caccia.
La decisione di limitare l’esame del ddl caccia alla sola commissione Agricoltura della Camera ha scatenato le opposizioni: per l’ex ministro Sergio Costa, nome noto del Movimento 5 Stelle, la scelta di non coinvolgere la commissione Ambiente nella discussione «di un provvedimento che richiama esplicitamente la gestione ecosistemica» descrive «un atteggiamento apertamente anticostituzionale».
Denunciando quella che ritiene «una mattanza istituzionale», Costa segnala che è la stessa riforma a «invocare» la caccia come strumento di gestione e di controllo della biodiversità; le opposizioni non possono neppure accontentarsi di avere ottenuto un nuovo ciclo di audizioni, delle quali «la maggioranza sta accorciando i tempi in ogni modo».
Per il Movimento 5 Stelle l’eventuale approvazione della riforma farà scattare in automatico una nuova procedura d’infrazione, già ventilata nella lettera che la Direzione generale ambiente della Commissione europea ha inviato al governo Meloni alla fine dello scorso autunno e che «è rimasta nascosta per mesi».
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