Nel corso della prima seduta che la commissione Agricoltura della Camera ha dedicato al ddl caccia le opposizioni e l’ex ministra Michela Vittoria Brambilla hanno chiesto di procedere a nuove audizioni.
Anche se l’obiettivo immediato è diverso (nessuno ha chiesto di condividere l’esame con la commissione Ambiente, come già al Senato) la mossa delle opposizioni si salda con la lettera delle 57 associazioni a Lorenzo Fontana: sia il Partito democratico, sia l’Alleanza Verdi-Sinistra, sia il Movimento 5 Stelle puntano a rallentare l’esame del ddl caccia in commissione Agricoltura.
Il Pd ritiene necessario convocare tutti i soggetti coinvolti e procedere a nuove audizioni, per «valutare gli interventi adottati e rivedere l’impianto del provvedimento»; un approfondimento analogo chiede Avs, che ha fatto sapere – è intervenuto Francesco Emilio Borrelli – che «esprimerà una netta posizione contraria in tutte le sedi istituzionali».
Dalle file di Noi moderati – dunque dalla maggioranza di centrodestra – anche Michela Vittoria Brambilla, ex ministra del Turismo, entrata a far parte della commissione in concomitanza con l’esame di questo provvedimento, chiede di «ascoltare ogni soggetto che possa fornire un contributo»; peraltro per lei «risulta incomprensibile allentare le tutele della legge 157/92, tanto più che la maggioranza degli italiani è contraria [ad ampliare] le possibilità di caccia nel territorio».
Dopo le dichiarazioni di Rita Dalla Chiesa, è un altro segnale che indica che tanto dipenderà dalla volontà politica e dalla compattezza del centrodestra, che nel frattempo ha cambiato i relatori: ora – sono Monica Ciaburro di Fratelli d’Italia, Laura Cavandoli della Lega e Giovanni Arruzzolo di Forza Italia – ce n’è uno per ciascuno dei tre partiti principali della coalizione.
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