Il Partito democratico contesta il voto con cui il Senato, approvando il disegno di legge delega, ha autorizzato il governo a modificare la normativa per rendere effettivo il declassamento dello stato di protezione del lupo.
Il centrodestra ha preferito «cerca[re] un nemico» anziché affidarsi all’approccio scientifico, e sulla base di questo «trova[re] soluzioni»: così l’europarlamentare Annalisa Corrado, responsabile Ambiente del Partito democratico, e le deputate Patrizia Prestipino ed Eleonora Evi commentano il voto favorevole del Senato al disegno di legge delega che, recependo la direttiva europea 1237/25, autorizza il governo a servirsi di decreti legislativi per adeguare la normativa nazionale al declassamento dello stato di protezione del lupo.
Per Corrado, Evi e Prestipino si tratta di una scelta ideologia, che «mette a rischio una specie che aiuta a [contenere] i cinghiali» e che, «aprendo alla caccia in modo spregiudicato», rischia addirittura di aumentare le predazioni dei greggi: è lecito suppore che, anche se il legame è lasciato implicito, si faccia riferimento ai rischi legati alla dispersione dei branchi.
Aprire alla gestione del lupo, si chiude la nota, è solo in apparenza «la soluzione più immediata»: a questa pratica il Partito democratico continuerà a opporsi proponendo strategie alternative, come quella – la maggioranza ha però respinto l’ordine del giorno – sul monitoraggio e il contenimento, da attuare tramite cattura e sterilizzazione, degli ibridi.
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