Il divieto di usare munizioni spezzate in piombo spacca l’associazionismo venatorio: Paolo Sparvoli risponde alla nota della Federcaccia sull’adesione della Libera Caccia alla Face.
La Libera Caccia aderiva alla Face, ma ha interrotto i rapporti quando l’ha vista «fin troppo tenera e tollerante nei confronti dello strapotere europeo»: così il presidente nazionale Paolo Sparvoli risponde al comunicato con cui la Federcaccia aveva notificato di non essere l’unica associazione venatoria italiana a far parte del circuito di quelle che collaborano a livello continentale, sotto attacco dopo l’introduzione – tra sette anni – del divieto di usare il piombo nelle munizioni spezzate. La Libera Caccia ribadisce che alla Face non aderisce, e designa come «una bella invenzione», se non «una frottola», le parole di chi sostiene il contrario.
Peraltro, segnala Sparvoli, sulla posizione da tenere la Face non ha mai consultato la Libera Caccia; non l’ha fatto il vicepresidente Gian Luca Dall’Olio, ex presidente nazionale Federcaccia, ora rappresentante delle associazioni italiane aderenti: «Ovviamente non lo ha fatto, proprio perché non ci rappresenta; se però ci avesse chiesto, anche informalmente, un parere, la nostra risposta non sarebbe certo stata favorevole».
Infine, Sparvoli torna sul voto con cui il parlamento europeo ha respinto l’obiezione di Pietro Fiocchi (Fratelli d’Italia): chi vuole dimostrare «le difficoltà di ottenere un risultato diverso» non dice «quanto [sulla decisione di procedere col divieto] abbia pesato il benestare delle altre organizzazioni dei cacciatori, [quelle riunite nella] Face, e degli industriali».
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