La Lac non ha notificato il ricorso alle associazioni venatorie già coinvolte nella controversia: il Tar della Lombardia ha rinviato al 4 marzo la decisione sull’identificazione dei valichi montani da sottoporre a tutela.
È necessario attendere ancora un mese e mezzo per scoprire se sono adeguate le misure con cui la giunta e il consiglio regionale della Lombardia hanno individuato i valichi montani da sottoporre a tutela, in prossimità dei quali ora, dopo la modifica della legge nazionale 157/92, scatta non più il divieto di caccia ma l’obbligo d’istituire zone di protezione speciale.
Il Tar (ordinanza 154/26) ha infatti deciso di rinviare al 4 marzo l’udienza sul ricorso della Lac, che ritiene che la Regione, approvando «atti in violazione o elusione del giudicato», non abbia dato seguito alla sentenza dello scorso maggio, che – prima della modifica normativa – aveva sottoposto a restrizioni tutti i 475 valichi.
La ragione del rinvio è tecnicissima: in prima battuta la Lac ha notificato il ricorso soltanto alle controparti istituzionali, non anche alle associazioni venatorie già intervenute nella controversia: Federcaccia, Arcicaccia, Anuu migratoristi e Associazione cacciatori lombardi sono comunque intervenute spontaneamente, ma Enlcaccia, Italcaccia e Libera Caccia no, e dunque nei loro confronti il Tar ha imposto d’integrare il contraddittorio.
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