Appellandosi a tutte le forze politiche, l’Enpa chiede di interrompere la discussione della riforma della legge sulla caccia.
Fa un certo effetto sentir parlare di accelerazione considerate le ventisette settimane di stop, eppure è questo il sostantivo con cui l’Enpa definisce la convocazione delle commissioni Agricoltura e Ambiente del Senato, che domattina torneranno a riunirsi – peraltro sarà l’unica seduta della settimana – per continuare a votare gli emendamenti alla riforma della legge sulla caccia targata centrodestra.
Per l’Enpa, che teme l’apertura di nuove procedure d’infrazione e che negli scorsi giorni ha lanciato un appello pubblico a Marina Berlusconi chiedendole di intervenire per invitare Forza Italia a fermare il provvedimento, gli effetti della riforma rischiano di essere «gravissimi» in un momento in cui in Italia «la fauna selvatica è sotto attacco tra bracconaggio, crisi ambientale e perdita di biodiversità».
La preoccupazione dell’Enpa cresce «alla luce dei recenti episodi», come «la strage di lupi nel Parco nazionale d’Abruzzo», che «dimostrano che il problema è l’illegalità diffusa e non certo un eccesso di tutela».
Per l’Enpa servono «più controlli, più rigore e sanzioni più severe», dunque uno stop alla riforma e l’apertura di «un confronto serio, basato su dati scientifici e sulla reale tutela della fauna selvatica»; la maggioranza invece ha scelto «di abbassare il livello di protezione e di andare nella direzione [contraria] rispetto a quanto chiedono i cittadini e impone la Costituzione».
Non perdere le ultime notizie di caccia e i test di ottiche, armi e munizioni sul portale web di Caccia Magazine.
















