Il Partito democratico chiede al centrodestra di sospendere l’esame del ddl caccia e riprendere i lavori a settembre, quando sarà pronta la relazione sull’attuazione della legge 157/92.
Se davvero il centrodestra, maggioranza e governo, auspica modifiche condivise (sarebbe il segno che «ha preso coscienza delle critiche arrivate sia dall’interno della coalizione, sia dal mondo venatorio più responsabile»; peraltro implicita sta annidata una notizia: l’approvazione di un solo ritocco richiederebbe un ulteriore passaggio al Senato, dunque un inevitabile allungamento dei tempi mentre la fine della legislatura si fa sempre più vicina), il Partito democratico vede una sola strategia possibile: fermare l’esame del ddl caccia in commissione sospendendo anche i termini per la presentazione degli emendamenti, dare agli uffici del ministero dell’Agricoltura mandato di lavorare con le Regioni e con l’Ispra per predisporre la relazione sull’attuazione della legge 157/92: si potrà tornare a discutere a settembre sulla base di «dati, analisi e valutazioni aggiornate».
È questa la posizione di Antonella Forattini, Stefania Marino, Nadia Romeo, Andrea Rossi e Stefano Vaccari, deputati Pd in commissione Agricoltura, che ritengono che solo su questa base sarà possibile «aprire un confronto vero» evitando «contrapposizioni inutili, che danneggiano l’ambiente, gli agricoltori», per dare risposte ai quali una riforma resta necessaria, «e gli stessi cacciatori».
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