Pd chiede di «estendere progressivamente» il divieto di munizioni in piombo

Partito democratico chiede di «estendere progressivamente» il divieto di munizioni in piombo
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Quattro deputati del Partito democratico chiedono al governo Meloni di estendere il divieto di usare munizioni in piombo all’intero territorio nazionale.

Dei quattro punti in cui s’articola l’interrogazione (è la 4-07064, a risposta scritta) ai ministri Schillaci e Lollobrigida, titolari delle deleghe alla salute e all’agricoltura, quello chiave è il secondo: Eleonora Evi, Ilenia Malavasi, Paolo Ciani e Marco Furfaro, deputati del Partito democratico, chiedono al governo Meloni di «estendere progressivamente» il divieto di usare munizioni in piombo all’intero territorio nazionale; la prima mossa suggerita è «la piena applicazione» del regolamento europeo sulla caccia nelle zone umide, «ancora parzialmente disapplicato».

In parallelo, i quattro deputati chiedono al governo di «sostenere la proposta presentata dalla Commissione europea in ambito Reach», di «introdurre un limite per il contenuto di piombo nella [carne della] selvaggina cacciata» e, come se le associazioni venatorie non fossero già molto attive su questo piano, di «promuovere una campagna d’informazione e di sensibilizzazione presso i cacciatori», soprattutto nelle aree dov’è maggiore la loro densità.

Per Eleonora Evi, che il mondo venatorio ha già imparato a conoscere, la diffusione delle munizioni in piombo costituisce «un rischio, completamente ignorato, che colpisce chi consuma selvaggina»; nell’interrogazione si legge che «se adeguatamente gestita», come «dimostra il caso della Danimarca» dal 1996, la rinuncia al piombo «non determina ripercussioni negative sulla caccia».

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