Emendamenti trasversali per escludere i coltelli da caccia dalle restrizioni

Emendamenti trasversali per escludere i coltelli da caccia dalle restrizioni
© Michal Ninger / shutterstock

Con gli emendamenti al ddl che converte il decreto sicurezza i gruppi parlamentari sia di maggioranza sia d’opposizione propongono di escludere i coltelli da caccia dalle restrizioni.

D’un tratto lo scenario si fa interessante: la pubblicazione degli emendamenti al ddl che converte in legge il decreto sicurezza (prima della scadenza, fissata al 25 aprile, resta un mese esatto) rivela che nelle forze politiche sia di maggioranza sia d’opposizione – è evidente che le ragioni sono differenti, ma pazienza: sia benedetta l’eterogenesi dei fini – è traversale la volontà di escludere i coltelli da caccia dal perimetro delle restrizioni.

A un primo esame per forza sommario (gli emendamenti sono più di mille) si scopre che Lega (1.5) e Partito democratico (1.3 e 1.29) propongono di considerare la caccia un motivo giustificato per il porto di coltelli sia a lama fissa sia pieghevoli senza limiti di misura; Fratelli d’Italia (1.23, prima firma Marco Lisei) di escludere dall’applicazione della legge tutto il settore dei coltelli da caccia.

Che risponde il governo?

A ciò si aggiungono gli emendamenti di Forza Italia, Noi moderati e Svp (1.30, 1.31, 1.32) sull’introduzione del motivo giustificato (lo è la caccia), escluso dal governo, per il porto dei coltelli pieghevoli sopra i cinque centimetri, e addirittura del Movimento 5 Stelle – sorprende solo chi della mossa non capisce il significato politico: è un modo efficace per evidenziare le contraddizioni del centrodestra e metterlo in difficoltà – che (1.20) propone che «non costituisca reato il porto [di un coltello la cui lama fissa misura più di otto centimetri] quando sia giustificato da esigenze lavorative, professionali, sportive, agricole, venatorie o da altre […] lecite».

Di fatto da una sola forza politica non si registrano emendamenti in questa direzione: solo l’Alleanza Verdi-Sinistra fa riferimento alla caccia per chiedere un aumento delle restrizioni, peraltro non sui coltelli.

Ci sarà modo di discuterne: per adesso s’apprezza il segnale politico traversale; s’attende la risposta del governo, che su ogni emendamento dovrà dirsi favorevole o contrario a meno che non decida di blindare il decreto con un doppio voto di fiducia.

Considerate le fibrillazioni delle ultime ore dopo il risultato del referendum costituzionale sulla giustizia, è impossibile escludere sia un rilancio, sia una prova di forza, sia la presa d’atto che una mediazione è necessaria.

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