Tra gli emendamenti al decreto sicurezza i senatori dell’Alleanza Verdi-Sinistra ne hanno presentati quattro che infastidiscono il mondo venatorio.
Il messaggio è inequivocabile: mentre il resto dell’arco politico (a sorpresa, per far deflagrare le contraddizioni del centrodestra, anche il Movimento 5 Stelle) lavora per attenuare la portata delle restrizioni al porto di coltelli, al ddl che converte il decreto sicurezza l’Alleanza Verdi-Sinistra ha presentato quattro emendamenti (1.0.4, 1.0.5, 1.0.6, 1.0.7: li firmano Peppe De Cristofaro, Tino Magni e Ilaria Cucchi, gli unici tre senatori eletti) che non si teme di definire ostili alla caccia.
Alla proposta di vietare da subito, e in assoluto, l’uso di munizioni in piombo s’aggiunge un intervento doppio sulla licenza (riduzione della durata a due anni, divieto di rinnovo dopo i settanta; peraltro si legge che si devono ritenere valide soltanto quelle rilasciate in Italia).
Seguono due dispetti ai cacciatori: l’obbligo d’indossare una pettorina ad alta visibilità che riporti, «chiaramente leggibile», il numero della licenza di porto d’armi; l’introduzione dell’alcol-test durante i controlli di vigilanza venatoria.
In caso (impossibile) d’approvazione, sopra gli 0,5 grammi d’alcol per litro di sangue s’andrebbe incontro alla revoca immediata della licenza, alla confisca del fucile e al pagamento di una sanzione tra 1.000 e 4.000 euro, che raddoppiano sopra gli 0,8 grammi (in aggiunta la reclusione fino a sei mesi) e triplicano sopra il grammo e mezzo: nell’ultimo caso alla condanna penale (massimo un anno) e alla confisca s’accompagna il divieto perpetuo d’ottenere di nuovo la licenza.
Non perdere le ultime notizie di caccia e i test di ottiche, armi e munizioni sul portale web di Caccia Magazine.
















