Dopo che il Senato ha approvato la riforma della 157/92, Enpa, Lac, Lav, Legambiente, Lipu e Wwf chiedono alle opposizioni di continuare a combattere.
Il percorso è soltanto a metà, e non è detto che la metà alle spalle sia quella più insidiosa: contro la riforma della 157/92, approvata ieri in prima lettura dal Senato, Enpa, Lac, Lav, Legambiente, Lipu e Wwf annunciano che «la battaglia si sposta alla Camera», dove si augurano che «all’impegno profuso dai senatori di opposizione si aggiunga lo sforzo di tanti deputati che vogliono combattere [in difesa di] una natura per tutti», che ritengono che il centrodestra abbia reso «prigioniera dei capricci di pochi cacciatori».
Per le sei sigle animaliste e ambientaliste è necessario «intensificare» la mobilitazione, che ha già coinvolto «il mondo della scienza e milioni di cittadini», contrari a un provvedimento che, «regalo a una minoranza, fa pagare il conto agli animali selvatici e alle altre persone, espropriate del diritto di vivere la natura in libertà».
L’attacco è pesante: per Enpa, Lac, Lav, Legambiente, Lipu e Wwf la riforma, «violenza contro la natura» e la fauna, fa assomigliare «sempre di più i boschi, senza regole, a poligoni di tiro».
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