Come sono finiti i ricorsi sui calendari venatori regionali?

Come sono finiti i ricorsi sui calendari venatori regionali? - tordo bottaccio
© Fascinadora / shutterstock

A stagione conclusa non è negativo il bilancio delle pronunce dei Tar e del Consiglio di Stato sui calendari venatori regionali.

Soltanto in Veneto le pronunce della giustizia amministrativa hanno prodotto un effetto profondo; nel resto del territorio si sono registrate modifiche minime, spesso addirittura nulle, sui calendari venatori compilati dalle giunte regionali; è facile ipotizzare che abbia avuto un peso la riforma disposta con la legge di bilancio 2025, che ha ridotto a trenta giorni il termine per i ricorsi. In nessun caso è stato necessario ricorrere alla clausola di salvaguardia, che in caso di sospensione complessiva dell’atto riporta in vigore l’ultimo calendario valido.

Solo in Veneto sembra di essere rimasti immersi nel passato: il Tar ha sospeso la caccia al moriglione, dimezzato il numero d’allodole abbattibili e anticipato la fine della stagione di caccia a tordo sassello (10 gennaio), canapiglia, gallinella d’acqua e germano reale (19).

In prima battuta sembrava configurarsi una situazione simile anche nelle Marche: in due occasioni distinte il Tar aveva disposto di anticipare la chiusura della caccia al tordo e alla beccaccia; la stagione però è finita con i tempi stabiliti dalla giunta: il Consiglio di Stato ha sospeso la sentenza di primo grado.

Peggio la caccia in deroga

Anche se con una dinamica diversa, il finale è stato lo stesso in Abruzzo, dove della beccaccia non si discuteva ma di tordo sassello, tordo bottaccio e cesena sì: anche se lo aveva accolto in via cautelare, dopo l’udienza di merito il Tar ha respinto il ricorso delle associazioni animaliste e ambientaliste, e sulla decisione il Consiglio di Stato ha messo il timbro.

In Emilia-Romagna non c’è stato bisogno neppure di un ribaltamento: già il Tar non aveva rilevato problemi sulla disciplina della caccia vagante a settembre e a gennaio, valutazione confermata anche in secondo grado.

In questo contesto restano marginali i ritocchi necessari in Calabria, dove la giunta ha dovuto definire il carniere massimo per il prelievo di tordo bottaccio e cesena, e in Sardegna: eccessivo l’8 febbraio come termine per la stagione di caccia alla cornacchia grigia.

Un po’ peggio è andata per la caccia in deroga allo storno e al fringuello, sospesa sia in Liguria (paradosso: da qui era partita la vicenda che ha consentito di riaprirla dopo uno stop prolungato) e, nonostante l’illusione iniziale, in Lombardia.

Non perdere le ultime notizie di caccia e i test di ottichearmi e munizioni sul portale web di Caccia Magazine.