Anche nel prossimo quinquennio il presidente nazionale dell’Arcicaccia sarà Christian Maffei.
Un esito diverso era impossibile, visto che la sua era l’unica candidatura ricevuta dalla commissione elettorale: pertanto è poco più di una ratifica la decisione con la quale, in chiusura del 12° congresso nazionale, che ha ribadito il valore sociale della caccia come fulcro dell’identità associativa e modello da difendere, a Chianciano Terme (Si) i 57 consiglieri hanno confermato Christian Maffei presidente dell’Arcicaccia.
Anche nel prossimo quinquennio sarà lui a definire e a rappresentare la linea politica dell’associazione, che sul tema chiave delle prossime settimane ha una posizione chiara: la legge 157/92 è «un punto d’equilibrio tra la tutela della fauna, la caccia sociale e la gestione del territorio»; dunque aggiornarla è legittimo, smantellarla no.
Per l’Arcicaccia una riforma efficace deve basarsi su quattro cardini: definizione di un indirizzo nazionale per la gestione degli ungulati; criteri più chiari per il risarcimento dei danni all’agricoltura; rafforzamento degli Atc; disciplina più omogenea per aree protette e contigue. Dunque continuerà la battaglia contro chi vuole trasformare la caccia in un’attività economica e favorire la privatizzazione del sistema.
In questo quadro la base, che alla dirigenza chiede maggiori investimenti nella formazione dei cacciatori, nella raccolta dei dati e nella collaborazione con università e ricercatori, spinge per la promozione del dialogo con gli agricoltori e col mondo scientifico: gli Atc devono rappresentare i luoghi in cui confrontarsi e costruire politiche comuni.
Non perdere le ultime notizie di caccia e i test di ottiche, armi e munizioni sul portale web di Caccia Magazine.
















