Sparvoli (Libera Caccia) sui tartufi nelle afv e aatv: che non sia passo verso privatizzazione

Sparvoli (Libera Caccia) sui tartufi nelle afv che non sia passo verso privatizzazione - mano tiene tartufi
© kaicairone / shutterstock

In attesa del voto del Senato Paolo Sparvoli, presidente nazionale della Libera Caccia, commenta l’articolo di legge sulla raccolta dei tartufi nelle aziende faunistico- e agrituristico-venatorie.

Il testo contiene passaggi tanto «ovvi e superflui» da suggerire che, più che per il contenuto, valga come «un altro piccolo passo verso quella privatizzazione esasperata che siamo in tanti a temere»: così Paolo Sparvoli, presidente nazionale della Libera Caccia, commenta l’articolo 24 del ddl con le misure di consolidamento e sviluppo del settore agricolo (è noto, con una scelta poco felice, col nome di Coltiva Italia) presentato dal ministro Lollobrigida e, in attesa del voto del Senato, approvato dalla Camera prima della pausa estiva; ci si legge, infatti, che «le aziende faunistico-venatorie e le aziende agrituristico-venatorie regolamentano le modalità di raccolta dei tartufi all’interno delle loro aree, al fine di evitare interferenze con le attività di gestione faunistica nonché di preservare l’habitat naturale, ivi compreso il sostrato boschivo».

Sparvoli è consapevole che non ci sono affinità tra il terreno demaniale e gli istituti privati; l’allarme però glielo hanno fatto scattare i toni «di trionfo» con i quali da quel mondo si è salutata la presa d’atto di «una realtà consolidata dalle consuetudini non scritte della convivenza civile nelle aree rurali»: i raccoglitori di tartufi, infatti, «guardiani gelosi dell’integrità dell’habitat naturale», da sempre evitano i comportamenti scorretti.

Ecco perché Sparvoli teme che si tratti di un provvedimento che rimarca il ruolo di afv e aatv: ciò gli basta per promettere che la Libera Caccia continuerà a monitorare «con costanza» tutto ciò che sa di privatizzazione.

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