Il Consiglio di Stato francese ha respinto il ricorso contro la cattura di allodole con le reti, consentita in deroga in alcuni dipartimenti.
Il calcolo delle cosiddette piccole quantità prelevabili è corretto, e la scelta dei mezzi non desta problemi, tanto più in «mancanza di altre soluzioni soddisfacenti»: pertanto il Consiglio di Stato francese ha deciso di respingere il ricorso col quale le associazioni One voice e Lpo contestavano la validità della deroga per la cattura di allodole con le reti, consentita in alcuni dipartimenti.
Ne dà notizia la Federcaccia, che della sentenza traduce un passaggio chiave: anche se «il carattere tradizionale di una caccia» si legge «non è di per sé sufficiente a giustificare una deroga», per non consentirla è necessario valutare «l’esistenza delle alternative […] strettamente equivalenti»; la caccia con le reti, infatti, non si riduce «al semplice prelievo di un’allodola: si basa su un sapere tramandato di generazione in generazione», e che tocca «la preparazione delle installazioni, il maneggio delle reti, l’utilizzo dei richiami, l’osservazione e la conoscenza del comportamento degli uccelli».
Per la Federcaccia la sentenza potrebbe avere riflessi non scontati a livello comunitario e dunque conseguenze in Italia sulla disciplina che regola le catture di richiami vivi e le cacce tradizionali in deroga.
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