La Federcaccia commenta le audizioni di Ispra e Federparchi, convocati dalla commissione Agricoltura della Camera per parlare del ddl Malan.
Oltre a ribadire che è necessario aggiornare la normativa, che risente di quant’è accaduto negli ultimi trentaquattr’anni, le audizioni di Ispra e Federparchi, convocati dalla commissione Agricoltura della Camera per discutere del ddl Malan, hanno confermato «alcuni punti fondamentali», ossia il valore della gestione faunistica moderna e fondata sulla scienza e «il ruolo positivo svolto dai cacciatori e dalla caccia»: pertanto la Federcaccia può dirsi soddisfatta per l’esito del dibattito, dal quale ritiene che esca «una smentita significativa di molte [valutazioni] allarmistiche e informazioni inesatte» circolate negli ultimi mesi.
Se si basa su prelievi sostenibili, rimarca la Fidc, la caccia «può contribuire al recupero delle specie in difficoltà, al contrasto di quelle alloctone e alla mitigazione degli impatti» provocati dalla fauna; e la riforma all’esame del parlamento interviene sulle aree protette cercando soltanto di potenziare gli strumenti di controllo.
Buconi: smentito l’allarmismo
«Le valutazioni espresse da Ispra e Federparchi confermano il valore della caccia responsabile» commenta Massimo Buconi, presidente nazionale della Federcaccia, «e il ruolo dei cacciatori nella gestione e nella conservazione del patrimonio faunistico; al tempo stesso», senza mutare «lo spirito» che permea la legge 157/92, si rimarca la necessità di «strumenti più adeguati alle esigenze del territorio».
Per Buconi, dunque, è probabile che l’andamento della discussione «abbia sorpreso» Angelo Bonelli, leader dei Verdi e di Avs, «e quanti evocano scenari privi di riscontro nel testo del ddl: proprio due delle fonti richiamate con più frequenza dal mondo animalista e ambientalista hanno contribuito a smentire alcune delle principali argomentazioni utilizzare per alimentare una polemica fondata su slogan e timori più che sui contenuti reali».
È semmai la cronaca politica delle ultime ore ad accendere l’allarme sul ddl Malan: il voto col quale la Camera ha mandato in minoranza il governo sull’inserimento (blando) delle preferenze nella legge elettorale ha rivelato la fragilità del centrodestra; e nell’ultimo anno della legislatura alcuni argomenti – quelli sui quali è facile accendere l’opinione pubblica e compattare le opposizioni – si fanno incandescenti.
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