Sparvoli (Libera Caccia) contro l’istituzione del Parco nazionale degli Iblei in Sicilia

Sparvoli (Libera Caccia) contro l’istituzione del Parco nazionale degli Iblei in Sicilia - monti iblei
© Pippo Palazzolo / shutterstock

Paolo Sparvoli contesta l’istituzione del Parco nazionale degli Iblei, avvicinata dalla sentenza del Tar della Sicilia.

Spacciata per «grande business futuro di carattere sociale, economico, turistico e ambientale», la costituzione di un altro Parco «nel quale spendere una fetta consistente di risorse pubbliche» sarà «un altro fallimento ecologico»: così Paolo Sparvoli, presidente della Libera Caccia, commenta la sentenza (è la 1681/26, pronunciata dalla sezione staccata di Catania) con la quale il Tar della Sicilia ha ordinato all’assessorato regionale al Territorio e all’ambiente di dar seguito alla legge 222/07 (secondo governo Prodi) e di istituire entro centottanta giorni il Parco nazionale degli Iblei.

Per Sparvoli è ridondante la costituzione di un nuovo Parco («enorme», poco meno di 150.000 ettari tra le province di Siracusa, Ragusa e Catania: interesserà 27 comuni, nei quali vivono circa cinque milioni di abitanti) in una regione che ne conta già uno nazionale, quello di Pantelleria, e quattro regionali in aggiunta a 75 riserve naturali, e che pur essendo la più estesa d’Italia ha la superficie boscata «più striminzita, quasi penosa», appena l’8% contro una media nazionale del 38%, eppure «guida la triste classifica delle aree percorse dal fuoco».

Dietro «la mania di creare nuovi Parchi», una sorta di «escalation parcofila», Sparvoli intravede «una realtà amara: spalleggiati da amministratori di lungo corso, alcuni politici sono impegnati a cercare altri fondi per garantire poltrone e compensi a presidenti, direttori generali e comitati di gestione, e stipendi a qualche altra decina (o centinaia) di ranger che scorrazzano a bordo di costosi fuoristrada per controllare che nessuno raccolga funghi, more, lumache o tartufi e non costruisca pollai, stalle e casali»; in realtà, a «sfregiare» il territorio sono gli impianti eolici, «mastodontici e immobili»; che «hanno ingrassato le ecomafie per anni».

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