Con un subemendamento all’emendamento dei relatori Bartolomeo Amidei, senatore di Fratelli d’Italia, propone di estendere il divieto di caccia nei pressi di aziende agricole aperte al pubblico, fattorie didattiche e agriturismi.
In questa legislatura di Bartolomeo Amidei, senatore di Fratelli d’Italia, s’era già parlato all’epoca della proposta, poi ritirata, di abbassare a sedici anni l’età minima per la licenza di porto d’armi: adesso il suo nome torna al centro della discussione politica, perché è lui, in calce all’emendamento dei relatori sulla caccia in deroga allo storno, a firmare il subemendamento col quale propone di vietare la caccia nel raggio di trecento metri da «aziende agricole aperte al pubblico, fattorie didattiche e agriturismi».
La distanza si calcola «da edifici, recinti, stalle o strutture d’accoglienza», da «terreni adibiti ad attività didattiche o ricreative», infine da «pascoli o recinti» con «animali allevati o ospitati a fini educativi o turistici».
Dei sessanta subemendamenti usciti dagli uffici dei gruppi parlamentari è l’unico targato centrodestra (ben quarantuno arrivano dal Movimento 5 Stelle, sedici dall’Alleanza Verdi-Sinistra; gli altri due riguardano la composizione del comitato faunistico-venatorio, che il Partito democratico vuole allargare a tutte le associazioni riconosciute e nel quale Italia Viva propone di raddoppiare il numero dei rappresentanti dell’Enpa, da uno a due): ci s’interroga sul parere che nel corso della discussione esprimerà il governo.
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