Berlato (Acr) attacca le associazioni venatorie riconosciute

Berlato (Acr) attacca le associazioni venatorie riconosciute - cacciatore di spalle
© Mountains Hunter / shutterstock

Sulla base dei numeri forniti dal ministero dell’Agricoltura Sergio Berlato, europarlamentare di Fratelli d’Italia e presidente dell’Acr, critica i dirigenti delle associazioni venatorie riconosciute a livello nazionale.

I loro dirigenti si servono delle fiere «per far svagare i cacciatori», ai quali raccontano che non è il momento «di pretendere troppo», e distrarli dai problemi reali della caccia: così Sergio Berlato, eurodeputato di Fratelli d’Italia e presidente dell’Acr, critica le associazioni venatorie riconosciute su base nazionale, che peraltro ritiene che rappresentino una parte ridottissima della società.

L’Acr, infatti, ha chiesto al ministero dell’Agricoltura i dati relativi ai tesseramenti, che ora s’apprende che il 31 dicembre 2023 (così la ripartizione: Federcaccia 212.488; Libera Caccia 63.045; Enalcaccia 37.624; Arcicaccia 26.361; Italcaccia 16.809, Anuu migratoristi 15.180; Eps 1.233) ammontavano in totale a 372.740 iscritti.

Per Berlato è lecito suppore un ulteriore calo del 10% in un biennio, e dunque ipotizzare che ora si stia di poco sopra i 300.000: il crollo registrato negli ultimi tre decenni ha una responsabile chiara, «l’infame legge 157/92», che «ha costretto oltre un milione di cacciatori a smettere d’andare a caccia».

«Un’ulteriore emorragia» potrebbero provocarla alcune riforme all’esame del parlamento, a partire dal divieto generale di usare munizioni in piombo nelle zone umide.

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