Dalla seduta della commissione Affari costituzionali emerge che il governo formulerà un emendamento con il quale modificare le restrizioni al porto di coltelli senza motivo giustificato.
Nelle prossime settimane, di sicuro prima della scadenza che la Costituzione fissa al 25 aprile, il governo formulerà un emendamento con il quale modificare le restrizioni al porto di coltelli senza motivo giustificato; si attende il suo intervento nel corso della discussione del ddl 1818, quello che converte in legge il decreto sicurezza.
Lo preannunciato Alberto Balboni, il senatore di Fratelli d’Italia che presiede la commissione Affari costituzionali, che ha proposto di accantonare – in sostanza, di metterli da parte in attesa di sviluppi – gli emendamenti dei gruppi parlamentari, sia di maggioranza sia d’opposizione, sull’argomento.
Non è l’unica notizia interessante emersa ieri pomeriggio dalla seduta numero 455 (la 456, con l’avvio delle votazioni, si terrà solo dopo che sul ddl si sarà espressa la commissione Giustizia): è rilevante anche la valutazione della presidenza sugli emendamenti, considerati inammissibili perché estranei alla materia, con i quali (divieto assoluto di usare munizioni in piombo, obbligo d’indossare gilet ad alta visibilità con stampato il numero della licenza, riduzione della durata del porto d’armi, divieto d’ottenerlo sopra i settant’anni, alcol test durante i controlli di vigilanza venatoria) l’Alleanza Verdi-Sinistra puntava a infastidire i cacciatori.
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