Fidc Toscana difende coinvolgimento nel monitoraggio del lupo

Fidc Toscana difende coinvolgimento nel monitoraggio del lupo
© AB Photographie / shutterstock

La Federcaccia replica alle critiche di chi non l’avrebbe voluta in Lupus Etruriae, il progetto di monitoraggio del lupo (distribuzione e consistenza) in Toscana.

Anche se coinvolge i cacciatori, non c’entra niente con la caccia: il progetto Lupus Etruriae, la cui direzione spetta al Dipartimento di veterinaria dell’Università di Sassari (il gruppo di ricerca guidato da Marco Apollonio «vanta un’esperienza trentennale nello studio del lupo e oltre duecento pubblicazioni»), è un programma di monitoraggio scientifico che si propone di aggiornare i dati relativi alla presenza del lupo in Toscana, al momento fermi al 2016, strumenti fondamentali «per una gestione sostenibile» (è possibile dopo il declassamento) «che tuteli biodiversità e allevamenti».

Così la Federcaccia Toscana, che al progetto partecipa insieme alla Coldiretti, replica alle critiche (spesso strumentali) con le quali le associazioni animaliste e alcuni politici – peraltro di (centro)sinistra, parte della maggioranza che sostiene la giunta regionale – cercano «di eludere un problema su cui si continua a far finta di niente, rimandando ogni scelta ragionevole a pulsioni emotive prive di qualsiasi fondamento tecnico-scientifico».

Monitoraggio e formazione

Finalizzato a conciliare «la conservazione della biodiversità» con «la sopravvivenza del comparto zootecnico toscano», il progetto ha un obiettivo non ideologico, ma tecnico, ossia verificare sia la consistenza sia la distribuzione dei branchi; per farlo, gli operatori si serviranno di metodologie innovative come fototrappolaggio per il riconoscimento individuale, wolf howling, analisi genetiche.

Al monitoraggio s’affiancherà la formazione degli allevatori, affinché costoro possano valutare i rischi di predazione e adottare misure di prevenzione proporzionate, «un approccio volto al benessere animale – riduce lo stress da predazione – e alla sostenibilità economica» del settore.

Il progetto, chiude la Federcaccia Toscana, serve per colmare «ritardi e lacune» delle istituzioni pubbliche: è facile che chi s’oppone tema che «una fotografia scientifica e oggettiva riveli finalmente la situazione reale» e che «la verità dei numeri metta in discussione [descrizioni] ormai anacronistiche».

Non perdere le ultime notizie di caccia e i test di ottichearmi e munizioni sul portale web di Caccia Magazine.